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Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia
Analisi Transazionale a Torino : la cura dei problemi psicologici e delle relazioni

L’Analisi Transazionale (AT) comprende una teoria esplicativa della personalità tanto quanto un metodo terapeutico per i problemi psicologici. Le dinamiche intrapsichiche e relazionali sono il nucleo centrale dell’AT. In altri termini l’approccio pone attenzione a quanto accade nel rapporto tra le persone e al “dialogo” interno tra i vari aspetti della personalità.

La Terapia Transazionale trova applicazione nella cura dei disagi di adulti, coppie e famiglie. Affidatevi al nostro studio per conoscere i particolari dell’  Analisi Transazionale a Torino .

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Analisi Transazionale e risoluzione dei disturbi

Come altri approcci, l’AT guarda con attenzione al vissuto del paziente, alla sua storia personale e famigliare. L’indagine è volta a comprenderne i bisogni, le motivazioni, le paure, i conflitti, i desideri più o meno consapevoli o inconsci. Inoltre, durante la terapia vengono analizzate anche le dinamiche fra soggetto e mondo esterno, cioè le relazioni tra noi e gli altri. Fondata negli anni ’50 da Eric Berne negli Stati Uniti,  l’AT si è diffusa in tutto il mondo; in Italia è stata ripresa dagli psichiatri psicoterapeuti  Carlo Moiso e Michele Novellino che l’hanno applicata a disturbi borderline e narcisisti oltre alle classiche problematiche nevrotiche, utilizzando il setting individuale e di gruppo. Oggi si confronta con le neuroscienze e  gli standard della ricerca scientifica in Psicoterapia.

Gli ANALISTI TRANSAZIONALI CERTIFICATI come la Dott.ssa De Andrea si conformano  agli standard formativi dell’ ITAA (International Transactional Analysis Association) e dell’ EATA (European Association Transactional Analysis).

A.T
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Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia
Analisi Transazionale : assunti teorici

L’AT muove da un solido background umanista e psicodinamico in cui il soggetto è visto come un’entità capace di autodeterminarsi e decidere della propria vita con la possibilità di evolvere e realizzare le sue potenzialità. Ciascuno è responsabile delle sue scelte ma la decisioni possono essere modificate quando non più funzionali. Muovendo da questi capisaldi, è possibile iniziare un percorso di analisi del disagio e della storia personale finalizzato a rimuovere gli ostacoli che impediscono un pieno sviluppo dell’individuo.

Analisi Transazionale

(a cura di Paola De Andrea)

L’Analisi Transazionale (AT) è una teoria della personalità ed una forma di psicoterapia.

Come teoria della personalità ci fornisce una descrizione ed una spiegazione su come siamo strutturati e come funzioniamo da un punto di vista psicologico.

E’ una teoria che si occupa sia delle dinamiche intrapsichiche che di quelle relazionali. Detto in altro modo, sia del nostro mondo interno, cioè della nostra storia personale e famigliare, dei nostri bisogni, motivazioni, paure, conflitti, desideri più o meno consapevoli o inconsci, sia del mondo esterno, cioè di cosa succede nelle relazioni tra noi e gli altri.

Si chiama Analisi Transazionale perché pone un’attenzione particolare alle transazioni, cioè a quanto accade nel rapporto tra le persone. Le transazioni sono le unità di base del rapporto sociale.

Come sistema di psicoterapia l’Analisi Transazionale è un metodo di cura dei problemi psicologici che può essere utilizzato con gli adulti, i bambini, le coppie e i gruppi.

Cenni di storia

L’AT è stata fondata alla fine degli anni ’50 in America da Eric Berne, medico psichiatra, con una formazione psicoanalitica, nato in Canada nel 1910, trasferitosi poi negli Usa e morto prematuramente nel 1970.

Il contributo originale dell’opera di Berne consiste nell’avere tracciato un’evoluzione in senso relazionale della psicoanalisi freudiana, stimolato dagli sviluppi della cibernetica e delle teorie sulla comunicazione, e trovando radici feconde nel pragmatismo americano da un lato e nella fenomenologia dall’altro.

L’AT si inserisce nel filone della psicologia umanistica-esistenziale e propone una visione evolutiva in cui “ la sofferenza psichica viene vista come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’essere umano” (Novellino, 2003).

Berne, tuttavia, morì prima di aver potuto elaborare compiutamente molte delle questioni teoriche più importanti, che rimasero dunque aperte a contributi e sviluppi successivi. Negli anni ’70 l’impianto teorico originario si arricchì soprattutto con assunti e tecniche prese a prestito da altre scuole, prima fra tutte la psicoterapia gestaltica  di Fritz Perls, allontanandosi dalle radici psicodinamiche e assumendo una direzionecognitivo-comportamentale.

Si assistette in alcuni casi, complice anche la diffusione di una manualistica semplificata, alla banalizzazione della teoria, parallelamente al suo ampio sviluppo e successo in campi extraterapeutici, quali la formazione in ambito commerciale.

In seguito si sono avuti importanti sviluppi neopsicoanalitici e un arricchimento dell’impianto teorico originario, grazie anche al contributo di psichiatri psicoterapeuti italiani, Carlo Moiso e Michele Novellino, che hanno approfondito l’applicabilità dell’AT a disturbi borderline e narcisisti.

L’Analisi Transazionale sta vivendo negli ultimi anni un ulteriore sviluppo, ad opera soprattutto di studiosi anglosassoni, aprendosi al confronto con le più recenti acquisizioni operate dalle neuroscienze, in particolare per quanto riguarda le basi neurofisiologichedegli Stati dell’Io, l’accesso alle memorie implicite e la formazione delle memorie episodiche.

L’A.T. si è progressivamente diffusa a livello mondiale, strutturandosi in organizzazioni nazionali e internazionali. L’ ITAA (International Transactional Analysis Association) assicura rigorosi standard formativi e tutela il titolo di Analista Transazionale, la cui formazione è riconosciuta solo se svolta con formatori certificati dall’ITAA o dalle associazioni continentali affiliate, in Europa l’ EATA (European Association Transactional Analysis).

Le basi dell’Analisi Transazionale

Gli assunti filosofici di base dell’AT sono:

  • Ogni individuo è ok : le persone sono accomunate da un principio di uguaglianza e ognuna ha un valore suo proprio, indipendentemente dalla razza e dal contesto socio-culturale di appartenenza;

  • ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi ognuno può decidere che cosa fare della propria vita, ha la capacità di crescere e di evolvere, qualunque esperienza abbia avuto, anche negativa;

  • le decisioni prese possono essere modificate ciascuna persona prende delle decisioni, ne è responsabile e può modificarle quando non sono più funzionali.

quattro pilastri su cui si fonda l’Analisi Transazionale sono: gli stati dell’io, le transazioni, i giochi e il copione.

– Analisi strutturale: è la teoria della personalità basata sul concetto di Stati dell’Io, definiti da Berne come un sistema organizzato di pensieri, sensazioni, sentimenti e relativi modelli di comportamento. I tre principali insiemi di Stati dell’Io sono: lo Stato dell’Io Genitore, lo Stato dell’Io Adulto e lo Stato dell’Io Bambino.

Essa permette di riconoscere e rappresentare le componenti storiche e biologiche della personalità e si occupa del loro contenuto; si completa con l’ analisi funzionale, che descrive come una persona usa i suoi Stati dell’Io per rapportarsi a se stesso, agli altri e alle situazioni.

L’Analista Transazionale guida il Paziente al riconoscimento e alla consapevolezza degli Stati dell’Io che la persona attiva affinché egli possa utilizzarli in modo positivo, arricchendo così le proprie opzioni e migliorando la qualità della propria vita e delle proprie relazioni.

– Analisi transazionale in senso stretto, cioè l’analisi delle transazioni, definite come l’unità del rapporto sociale. Ogni volta che una persona è in relazione con un’altra ci sarà uno scambio di stimoli e risposte tra i rispettivi Stati dell’Io, a livello sociale, manifesto, e a livello psicologico implicito, inconsapevole o inconscio. L’analisi delle transazioni costituisce il ponte tra il livello intrapsichico e il livello interpersonale nella psicoterapia La persona, divenendo maggiormente consapevole degli Stati dell’Io che attiva quando comunica con gli altri, raggiunge una maggiore efficacia nella comunicazione e un conseguente benessere relazionale.

– Analisi dei giochi: l’Essere umano cerca generalmente il proprio benessere psicologico, in alcuni casi, però, mette in atto dei comportamenti ripetitivi, disfunzionali, inconsapevoli che lo portano a confermare un’idea negativa di sè , degli altri o della vita. In AT queste dinamiche, con un fondamento intrapsichico e una manifestazione relazionale, si chiamano giochi psicologici. Riconoscere le sensazioni negative che si ripetono, i ruoli che tendiamo più facilmente a ricoprire nel rapportarci con gli altri, i motivi che guidano le nostre azioni ed i vantaggi che così ci procuriamo, è la strada per ampliare la nostra consapevolezza e recuperare nuove opzioni di benessere.

– Analisi del copione: Berne in “Ciao e Poi” (1972) definisce il copione come “un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e culminante in una scelta decisiva”. E’ dunque un orientamento che un individuo imprime alla sua vita sin da piccolo, in base alle sue caratteristiche, all’interpretazione che dà agli eventi esterni ed interni, ai messaggi ricevuti dai genitori, e che viene sostenuto da esperienze successive. Un percorso terapeutico può aiutare le persone a riconoscere gli aspetti limitanti e disfunzionali del loro copione. Questo avviene anche attraverso la consapevolezza delle decisioni prese sin dalle prime fasi della vita mediante le quali, il bambino, per proteggersi, può avere inibito le proprie potenzialità o aspetti di sè per adattarsi all’ambiente da cui dipendeva la sua sopravvivenza fisica o psichica, ma che ora non sono più utili e attuali. Nell’ambiente protetto della terapia la persona può individuare opzioni diverseper vivere una vita più soddisfacente nel presente.

La teoria dell’Analisi Transazionale è basata su un modello decisionale. Ciascuno di noi impara sin dalla nascita, e poi nel corso della sua vita, comportamenti specifici e modalità utili per sopravvivere nell’ambiente socio-culturale e affettivo di riferimento, costruendo un proprio piano di vita. Benché le decisioni prese nell’infanzia siano fortemente influenzate dai genitori e dall’ambiente, siamo noi stessi a prenderle nel modo peculiare di ciascuno. Questo ci dà l’opportunità, in qualsiasi momento, di riorientare il nostro piano di vita quando questo si riveli per noi disfunzionale.

Il valore e le risorse riconosciute a ciascun soggetto sono alla base dell’ approccio contrattuale. La relazione terapeutica è vista come un accordo tra Terapeuta e Paziente, i quali hanno una responsabilità congiunta nel lavorare per raggiungere gli obiettivi di terapia definiti in modo chiaro e specifico. “Il paziente viene quindi responsabilizzato dall’inizio a porsi come controparte attiva di un professionista il cui compito non è quello di risolvere i problemi del paziente, bensì quello di aiutare a comprendere come finora si è bloccato dal risolverli da solo.” (Novellino, 1998).

Bibliografia

Berne E. (1961), AT e Psicoterapia, Roma, Astrolabio, 1971

Berne E. (1964), A che gioco giochiamo, Milano, Bompiani, 1967

Berne E. (1966), Principi di terapia di gruppo, Roma, Astrolabio, 1986

Berne E. (1972), Ciao…e poi?, Milano, Bompiani,1978

Giovannoli Vercellino C., Il gruppo psicoterapeutico, Torino, Trauben, 2008

Moiso C., Novellino M., Stati dell’Io,Roma, Astrolabio, 1982

Novellino M., La sindrome dell’uomo mascherato, Milano, Franco Angeli, 2003

Novellino M., L’approccio clinico dell’Analisi Transazionale, Milano, Franco Angeli, 1998

Novellino M., Psicoanalisi Transazionale,Milano, Franco Angeli , 2004

Stewart I. (1992), Eric Berne, Torino, Centro Scientifico Editore, 2003

Stewart I., V. Joines V. (1987), L’Analisi Transazionale, Milano, Garzanti, 1990

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